Nuova Lancia Stratos, manca solo il “sì” di Marchionne

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C’è aria di rinascita in casa Lancia. Il debutto della nuova Ypsilon, i miglioramenti nelle vendite della Delta e le novità in arrivo come nuova Phedra, la nuova Thema e la elegantissima Flavia versioni berlina e cabrio promettono di riqualificare un marchio che negli anni 2000 ha sofferto molto.

Quest’aria di rilancio riporta il boss lancista Olivier François a stressare Marchionne sull’opportunità di stupire il mondo (ma soprattutto l’America) con la messa sul mercato della nuova Lancia Stratos.

Come riportato un anno fa in questo blog, François disse ad Autocar: “Lancia vuole tornare ad essere un marchio premium e mascolino, e fare una grande sportiva entusiasmante da guidare sarebbe la scelta azzeccata. Spero di convincere Marchionne della bontà dell’idea”.

E’ passato un anno, e la Stratos è bella che pronta per la produzione, da come potete vedere dalle foto che postiamo su Autoitalia MyBlog.

L’idea della Lancia è quella di ricreare un mostro dal pianale corto, leggera e di grandissima manegevolezza.

La nuova Stratos, lo diciamo con sicurezza, usa componenti della Ferrari 430 Scuderia sebbene questi pezzi siano stati modificati. Il telaio è di alluminio ed è accorciato di 20cm e saldato in una gabbia d’acciatio FE45 di 40mm di spessore. Questo metodo significativamente aumenta rigidità e sposta il baricentro verso la parte anteriore.

(Guarda il foto album della nuova Lancia Stratos)

Il telaio è stato completamente riprogettato dagli ingegneri della ZF Sachs. I cerchi in lega da 19 pollici montano pneumatici Dunlop Sport Maxx, dimensioni 19/265/30 e 315/30/19. Gli interni sono costruiti interamente in fibra di carbonio e alluminio.

Il punto focale della nuova Lancia Stratos il motore in lega leggera, il V8 montato dalla Ferrari F430 Scuderia, cche permette di raggiungere i 200 km/h in 9. 7 secondi. Questo motore da competizione è coadiuvato da un sistema di scarichi ad alte prestazioni da Capristo, si parla di 540 hp e fornisce una coppia di oltre 500 Nm.

Lo sterzo è elettro-idraulico, mentre la batteria è un’unità di litio in un involucro di carbonio, con un peso di 4,2 kg ed una capacità di 84 Ah.

La Stratos è disegnata da Pininfarina per l’imprenditore tedesco Michael Stoschek, titolare di un’azienda di componentistica per auto.

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DATI TECNICI

Dimensioni
■Lunghezza: 4181 mm
■Larghezza: mm 1971
■Altezza: 1240 mm
■Carreggiata anteriore: 1668 mm
■Carreggiata posteriore: 1701 mm

Pesi
■Peso: 1247 kg
■Distribuzione dei pesi: 44% anteriore posteriore del 56%

Aerodinamica
■CW (a 140 km/h): 0.357
■R: 2,07
■CW x r.: 0.738

Motore
■Cilindri: 8
■Capacità del motore: 4308 cm ³
■Centralina: Bosch
■Potenza massima: 540hp (397 kW) @ rpm 8200
■Coppia: > 500 Nm @ 3750 giri/min
■Rapporto potenza-peso: 2,3 kg/hp

Cambio
■ 6 velocità cambio sequenziale con differenziale variabile (Drexler): cambi di marcia a meno di 60 millisecondi
■Rapporto di trasmissione: 4. 3 / 5. 0

Sospensione
■Sistema di sospensioni elettroniche CDC ® (ZF Sachs)
■Molle anteriori: Eibach, N 120mm
■Molle posteriori: Eibach, 180 N/mm

Pneumatici
■Cerchi anteriori: 9J x 19 EH2 (Fondmetal)
■cerchi posteriori dimensione: 11J x 19 EH2 (Fondmetal)
■Pneumatici: 265 / 30 19 (Dunlop Sport Maxx)

Freni
■Anteriore: 398 x 36 mm (Brembo)
■Posteriore: 350 x 34 mm (Brembo)
■Pastiglie: XAS 4499 (Brembo)

Nuova Lancia Stratos, manca solo il “sì” di Marchionneultima modifica: 2011-11-15T18:52:50+00:00da edwardfoster
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17 pensieri su “Nuova Lancia Stratos, manca solo il “sì” di Marchionne

  1. Finalmente! La Stratos potrà davvero portare alla definitiva rinascita il prestigioso marchio italiano.
    Un piccolo “consiglio”: alla versione dotata del motore derivato dalla Ferrari F430, si potrebbe affiancare una versione più accessibile, magari dotata di unità propulsiva di circa 2,5 litri con un sei cilindri a “V”, proprio come la prima Stratos.

    • Sarà il nuovo bidone?
      Motore: sempre il solito che gira da casa Ferrari!
      Il resto lo lascio intuire; 1000 vetture e poi la solita catastrofe. Ormai non ci crede più nessuno.
      Ciò che esce dal gruppo Fiat ha sempre vita breve; loro stessi non riescono a scalzare il mito Ferrari!! Ma che poi funzionino così bene non è vero.
      Francesco

    • Sarà il nuovo bidone?
      Motore: sempre il solito che gira da casa Ferrari!
      Il resto lo lascio intuire; 1000 vetture e poi la solita catastrofe. Ormai non ci crede più nessuno.
      Ciò che esce dal gruppo Fiat ha sempre vita breve; loro stessi non riescono a scalzare il mito Ferrari!! Ma che poi funzionino così bene non è vero.
      Francesco

  2. Finalmente! La Stratos potrà davvero portare alla definitiva rinascita il prestigioso marchio italiano.
    Un piccolo “consiglio”: alla versione dotata del motore derivato dalla Ferrari F430, si potrebbe affiancare una versione più accessibile, magari dotata di unità propulsiva di circa 2,5 litri con un sei cilindri a “V”, proprio come la prima Stratos.

  3. Finalmente! La Stratos potrà davvero portare alla definitiva rinascita il prestigioso marchio italiano.
    Un piccolo “consiglio”: alla versione dotata del motore derivato dalla Ferrari F430, si potrebbe affiancare una versione più accessibile, magari dotata di unità propulsiva di circa 2,5 litri con un sei cilindri a “V”, proprio come la prima Stratos.

  4. Finalmente! La Stratos potrà davvero portare alla definitiva rinascita il prestigioso marchio italiano.
    Un piccolo “consiglio”: alla versione dotata del motore derivato dalla Ferrari F430, si potrebbe affiancare una versione più accessibile, magari dotata di unità propulsiva di circa 2,5 litri con un sei cilindri a “V”, proprio come la prima Stratos.

  5. tutte sciocchezze…la stratos l’abbiamo progettata e realizzata noi in pininfarina non c’entra fiat lancia ne marchionne e nessuno tranne stoschek puo realizzarne un piccolo numero…il marchio stratos è di sua proprietà

    • Grazie Ale della precisazione e complimenti a Pininfarina per la bellissima creatura. Della “Stratos” se ne parla molto in rete, ormai da un anno buono. Qualsiasi informazione abbia in più la prego di condividerla qui. Sul discorso del nome “Stratos” ha ragione lei nel senso che nell’articolo non si dice che il nome non è sfruttabile, ma nemmeno si dice che si chiamerà così. Però le parole di François sono assolutamente vere come vero è il logo Lancia sul cofano di questo splendore. Grazie ancora

  6. Sarà il nuovo bidone?
    Motore: sempre il solito che gira da casa Ferrari!
    Il resto lo lascio intuire; 1000 vetture e poi la solita catastrofe. Ormai non ci crede più nessuno.
    Ciò che esce dal gruppo Fiat ha sempre vita breve; loro stessi non riescono a scalzare il mito Ferrari!! Ma che poi funzionino così bene non è vero.
    Francesco

  7. Sarà il nuovo bidone?
    Motore: sempre il solito che gira da casa Ferrari!
    Il resto lo lascio intuire; 1000 vetture e poi la solita catastrofe. Ormai non ci crede più nessuno.
    Ciò che esce dal gruppo Fiat ha sempre vita breve; loro stessi non riescono a scalzare il mito Ferrari!! Ma che poi funzionino così bene non è vero.
    Francesco

  8. Sarà il nuovo bidone?
    Motore: sempre il solito che gira da casa Ferrari!
    Il resto lo lascio intuire; 1000 vetture e poi la solita catastrofe. Ormai non ci crede più nessuno.
    Ciò che esce dal gruppo Fiat ha sempre vita breve; loro stessi non riescono a scalzare il mito Ferrari!! Ma che poi funzionino così bene non è vero.
    Francesco

  9. Non scherziamo col capolavoro!

    Quello degli anni settanta lo era davvero!

    Non basta rievocare un nome proponendo una linea, effettivamente bellissima, per poter riproporre la Stratos.

    Non conosco il problema legale circa chi detenga la proprietà del nome o del marchio però la vera Stratos non era di Pininfarina, dal cui genio sono uscite tantissime belle vetture, perfettamente realizzate dai battilastra di quella azienda.

    La Stratos era di Bertone.

    Ma veniamo al sodo: Stratos era la vettura plasmata da Sandro Munari come “arma definitiva” per i rally, calata nella carrozzeria di una “concept car” poi profondamente modificata sotto molti aspetti.

    Il prototipo era piuttosto lungo, si saliva alzando il parabrezza e disponeva di un motore molto bello ma insufficiente, il 4 cilindri V18° della Fulvia HF 1600.

    Dopo la “cura Munari” la Stratos rimase il parabrezza avvolgente cilindrico ma divenne incredibilmente corta, solo 3450 mm , piuttosto larga e con l’anteriore con gli spigoli smussati: in questa maniera risultò maneggevolissima anche perchè nei frequentissimi controsterzi e sbandate controllate, nonostante angoli di imbardata elevati, il suo ingombro rimaneva comunque entro la sede delle strette stradine dei rally sterrati o ghiacciati.

    Anche il passo piuttosto lungo rispetto alla lunghezza complessiva contribuiva alla maneggevolezza, pur mantenendo quel minimo di sbalzi, specialmente all’anteriore necessari per non rovinare una corsa per una piccola toccata, praticamente inevitabile in quelle corse.

    Passando alla meccanica si hanno scelte omogenee a quanto detto finora: motore ferrari, quello delle Dino 246 2400 cc, 6 cilindri a V60° – dell’angolo non sono sicuro – ma con una elaborazione che per la prima volta su quel propulsore vedeva applicate due solo testate, una per bancata, con una dote di parecchi cavalli in più ed una curva di coppia molto più adatta ai rally.

    Ma la vera caratteristica era la disposizione trasversale centrale del propulsore che rendeva la vettura così maneggevole e facile da imbardare che pochi riuscivano a guidarla ma quegli eletti risultavano semplicemente imprendibili e, nel contempo riconoscibili per il … sedere abbrustolito dal motore.

    Questa caratteristica, insieme con la scomodità generale e la necessità di utenti molto preparati per il controllo del mezzo risultarono fatali per il successo commerciale del modello ma le sospensioni, quasi da pista a quadrilateri con bracci allungati per ottenere una escursione più abbondante come necessario nei rally pur mantenendo gli angoli caratteristici perfetti ed una robustezza a tutta prova fecero il resto.

    Infine un peso contenuto ed un impiego pionieristico delle fibre plastiche per la carrozzeria resero la Stratos un insieme omogeneo portato a livelli di perfezione tali … che non smetteva di vincere nelle competizioni.

    La stessa Fiat, per dare spazio alle 124 sport e successivamente alle 131 mirafiori dovette, di fatto, sabotarla perchè, pur estromessa dalla scuderia “ufficiale” continuava a vincere con quelle private, creando non pochi imbarazzi.

    “Casualmente”, guarda il caso e la svista, quando giunse a scadenza la licenza agonistica del modello, il costruttore “dimenticò” di rinnovarla e, per altre vie, sempre “casualmente”, si capisce, nessun costruttore di penumatici offri più le misure della Stratos ma qualche testa dura continuò a farla vincere, anche quando le Audi 4 (dopo averla accorciata più volte perchè il modello iniziale era una sorta di corriera ed i grandi tedeschi non si erano accorti che ciò non è compatibile con i tornanti dei rally e fare manovra sul Turini non è elegante) avevano cambiato il mondo con le prime trazioni integrali: chiedetelo a “cavallo pazzo” Andruet.

    Con un po’ di avvedutezza, lungimiranza e qualche sistemazione – il caldo nell’abitacolo – oggi il Dino 246 e la Stratos avrebbero potuto essere tuttora dei classici in testa alle classifiche nelle vendite, certamente meglio della tanto declamata Porsche 911 di cui siamo giunti alla 789° serie e solamente di recente hanno iniziato a rimuovere il suo peccato originario, ereditato direttamente dal suo capostipite plebeo VW Maggiolino, ovvero quel motore a sbalzo posteriore tanto amato da Ferdinand, probabilmente geniale per realizzare una vettura economica al termine degli anni ’30 ma per il resto …

    Se vedrò una nuova Stratos compatibile con i contenuti originari, potrei anche fare una follia, rispolverando la tessera del Club Lancia con undici stelline scelte (dalla Aprilia alle due 2000 HF di mio padre) ma se vedrò solamente una linea sballottata da un carrozziere all’altro con la meccanica della P.O.R. (Premiata Officina Raffazzoni), allora …

    Questo vale anche per la “Flavia” che spero davvero non venga riproposta come accennato nei mesi scorsi perchè a Torino ricordino che Henry Ford si toglieva il cappello davanti alle Alfa solo perchè non conosceva bene le Lancia!

    Se devo acquistare quella nuova Flavia, tipo elettrodomestico senz’anima, allora prevarrà la razionalità di qualche vettura giapponese o forse francese, non tedesca perchè costano troppo rispetto al loro scarso contenuto emozionale!

    Meditate …

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